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Foto digitale, classica, immagini

L’inganno dei megapixel

Da quando si è entrati nell’era digitale, una decina d’anni fa, i produttori hanno sempre presentato le caratteristiche delle loro prime fotocamere, le compatte, dando evidenza quasi esclusivamente al numero di pixel o megapixel del sensore. Non si parlava assolutamente di formati, dimensioni del sensore, numero di pixel per lato, ma solo di megapixel totali.
Così non si dava alcuna possibilità al fotografo di capire quale fosse realmente la dimensione del sensore che catturava la foto e di conseguenza le dimensioni reali del fotogramma e l’ingrandimento da questo subito nel visualizzarlo o nel stamparlo. Ciò perchè in realtà i sensori delle fotocamere digitali erano molto più piccoli delle dimensioni del fotogramma della pellicola alla quale il pubblico era abituato e ciò poteva apparire riduttivo e negativo per gli uomini di marketing.
Anche per le prime reflex digitali si è presentato il problema delle dimensioni del sensore. Per produrre fotocamere a costi ragionevoli i produttori hanno dovuto utilizzare sensori più piccoli del classico formato 24×36 della pellicola. La maggior parte di loro però, tranne Olympus, aveva già in produzione un completo corredo di obiettivi a cui non voleva rinunciare, per cui le nuove DSLR sono state progettate per poter utilizzare gli obiettivi preesistenti. Anche in questo caso si è data evidenza ai megapixel piùttosto che alle dimensioni del sensore e per spiegare perchè gli obiettivi inquadravano un campo visivo minore si è introdotto il cosiddetto “fattore moltiplicativo”.
In realtà quello che non viene mai detto e di cui pochi si rendono conto è che le dimensioni dei sensori della maggior parte delle fotocamere digitali sono molto molto inferiori a quelle del fotogramma della pellicola o dei sensori fullframe. infatti in genere questi formati sono rapportati con il fattore moltiplicativo per cui si pensa che una fotocamera fullframe o FX abbia un sensore più grande di 1,53 volte di una APS o DX, ma in realtà non è così. Quella che varia di 1,53 volte è la dimensione lineare di ciascun lato, ma la superficie del sensore è 1,53*1,53=2,34 volte più grande. Cioè la superficie di un sensore DX (o mezzo formato come molti cominciano a definirlo) è il 43 %, meno della metà, di quella di uno FX. Ma dire che un sensore ha una dimensione solo del 43 % di quello a cui i fotografi sono abituati, oppure che le sue dimensioni sono solo lo 0,67 di queste non suona bene dal punto di vista marketing, mentre dire che ha un fattore “moltiplicativo” cioè qualcosa in più, suona molto meglio.

Confronto formati sensori

Confronto formati sensori

In tabella sono riportate le dimensioni dei formati di sensore più diffusi in rapporto alle dimensioni del sensore fulframe o pellicola.

Sensore Larghezza Altezza Diagonale Fattore moltiplicativo Superficie Rapporto con FF
2.5 5,75 4,31 7,19 6,02 24,78 2,868%
1.8 7,18 5,32 8,94 4,84 38,20 4,421%
2/3 8,80 6,60 11,00 3,93 58,08 6,722%
4/3 18,00 13,50 22,50 1,92 243,00 28,125%
APS-C1 22,30 14,90 26,82 1,61 332,27 38,457%
DX 23,50 15,60 28,21 1,53 366,60 42,431%
APS-C2 28,70 18,70 34,25 1,26 536,69 62,117%
FX 36,00 24,00 43,27 1,00 864,00 100,000%

E’ chiaro che i produttori hanno preferito evitare di far sapere quanto piccoli fossero i sensori delle loro fotocamere digitali in rapporto al fotogramma della pellicola perchè la maggior parte dei fotografi ha sempre saputo che più grande è il fotogramma di partenza meno lo si deve ingrandire per stamparlo e migliore è la sua qualità. E’ vero che gli obiettivi, avendo un cerchio di copertura più piccolo possono avere una risoluzione maggiore, ma ciò non compensa le ridotte dimensioni del sensore e si vede! Inoltre non c’è assolutamente rapporto fra le dimensioni esterne della fotocamera e le dimensioni del sensore. Esistono fotocamere a pellicola che, tranne per lo spessore condizionato dal diametro del caricatore, hanno delle dimensioni uguali alle più piccole compatte digitali, con però un fotogramma “fullframe2 ed un’obiettivo capace di coprirlo.
Per le reflex APS o DX la situazione è ancora peggiore perchè in molti casi si usano per loro gli stessi obiettivi adatti per quelle fullframe, con il solo piccolo vantaggio di usare la parte centrale del cerchio di copertura dove la qualità è migliore. Non si ha quindi una maggiore risolvenza che compensi la diminuzione del formato e nemmeno un vantaggio nelle dimensioni e nel peso dei corpi che sono superiori o analoghi a quelli delle reflex a pellicola, anche per le Olympus che aveva promesso progettando il suo nuovo formato 4/3 che questo avrebbe consentito di costruire fotocamere sensibilmente più piccole e leggere rispetto a quelle a pieno formato.
Quindi è meglio parlare solo di megapixel e di fattori moltiplicativi che sono entrambi immagini positive, piuttosto che dire come stanno realmente le cose.
Oltretutto riferirsi ai megapixel ha un altro vantaggio: fa sembrare molto maggiori gli incrementi di risoluzione dei sensori di quanto in realtà non siano. Ad esempio un sensore da 10 Mpx a prima vista sembra avere una risoluzione quasi doppia rispetto ad un sensore da 6 Mpx. In realtà non è così perchè per valutare la risoluzione ci si deve riferire alle misure lineari. Il sensore da 10 Mpx ha 3872×2592 pixel mentre quello da 6 3008×2000. L’incremento di risoluzione orizzontale è quindi di 3872/3008= 1,287 cioè del 28,7 %, visibile ma non così grande come ci si potrebbe aspettare.
Infine la valutazione delle fotocamere solo in funzione del numero di megapixel è molto facile e utilizzata dalla maggior parte degli utenti che per confrontare due fotocamere diverse si limitano a visualizzare i fotogrammi sullo schermo del computer al 100 % non rendendosi conto che in questo modo si confronta la qualità dei singoli pixel e non dell’intero fotogramma e che per far ciò in modo corretto si dovrebbero visualizzare o stampare in una dimensione comune.

16 gennaio 2009 - Pubblicato da | Generale, Tecnologia | , ,

16 commenti »

  1. mi congratulo per la chiarezza e la capacità di sintesi, esposizione piacevole e facile da seguire.vorrei pero’ chiedere una cosa … non sarà che tanta gente si inerpica su questi discorsi per crearsi un alibi??….mi spiego:Se non mi sento sufficientemente creativo cosa faccio,mi butto sulla tecnica e sulla carenza del mezzo da me usato sostituendo al fine,cioè l’evento creativo,il mezzo, cioé la macchina.
    confesso che non mi piacciono quelli di ” aahhh la plasticità e le tonalità leica sono uniche.”..poi vedi le loro foto e sorridi.
    se potessi avere la tavolozza i colori ed i pennelli di Michelangelo riuscirei a dipingere un’altra Cappella Sistina??????? io no di certo e Voi?????
    ancora complimenti per l’esposizionee ciao…giuliano.

    Commento di giuliano | 16 gennaio 2009 | Replica

    • Giuliano, innanzitutto grazie per seguire assiduamente il mio blog e per proporre quesiti ed interrogativi interessanti.
      Concordo in parte con quello che dici. Prima di tutto si deve pensare che moltissimi usano la fotocamera solo per fare foto ricordo di famiglia, di amici, di viaggio senza assolutamente pretese creative o artistiche. Anche per loro però è giusto e consigliabile informarsi su quali sono le fotocamere più adatte per i loro scopi e le loro caratteristiche per poter scegliere consapevolmente.
      Poi ci sono coloro che si fissno con la tecnica e la tecnologia spesso anche per mascherare la loro incapacità a fare foto. Infine ci sono i veri “fotografi”. E’ vero che questi possono fare una bella foto anche con una macchina semplicissima, ma la conoscenza delle caratteristiche tecniche delle fotocamere aiuta a scegliere lo strumento più adatto per il lavoro che si vuole fare (sfido chiunque a fare caccia fotografica o foto sportive con una compatta da 99 €). Anche Michelangelo, leonardo o Raffaello sicuramente oltre alle loro capacità creative avevano sicuramente una perfetta conoscenza delle metodologie e degli strumenti più adatti per ottenere il risultato che volevano raggiungere. Poi il risultato finale dipende dalle nostre capacità e da quanto ci applichiamo a fotografare. per parte mia non mi limto solo a discutere di tecnica (lo faccio quando non ho occasione di fotografare), ma scatto moltissimo sperando di ottenere qualcosa che possa piacere anche ad altri.
      Ciao, Francesco

      Commento di francescophoto | 17 gennaio 2009 | Replica

  2. Molto esaustivo tutto l’argomento trattato. Eseguo da anni fotografie industriali e di ricerca usando pellicola e anche con 35 mm di qualità..L’inganno dei megapixel è veramente una trovata commerciale in quanto il pubblico potenziale acquirente si basa esclusivamente su questo effimero fattore..Io stesso ho acquistato, dopo Nikon 4500 e Nikon L10, una performantissima Fuji 9600 ma alla resa dei conti(immagine finale stampata)si è dimostrata una autentica delusione e qui ritorna il discorso dei famigerati megapixel pigiati in un sensore minuscolo..Seguirò con interesse i prossimi interventi ma visti i miei interessi personali(Industriale,Macro vegetale,Ricerca,foto panoramiche estese)non sono ancora riuscito farmi una idea di acquisto abbastanza definitiva.Ciao.Grazie. Paolo.Ho scoperto solo oggi il blog!!!

    Commento di paolo rosazza pela | 22 agosto 2009 | Replica

    • Grazie,
      Francesco

      Commento di francescophoto | 23 agosto 2009 | Replica

  3. Francesco, da qualche giorno ho scoperto il tuo blog e mi congratulo sinceramente per la quantità di nozioni che sei riuscito ad infilarci. Stavo rimuginando da tempo di tornare alla reflex (avevo ed ho una Canon AE1), abbandonata in un cantuccio e sostituita da una compatta Olympus 3Mp,8x e da una Panasonic FZ30 8Mp,12x. Facendo foto solo per passione e non intendendo assolutamente nè spendere una fortuna in obiettivi e nè caricarmi come un mulo opterei per la Nikon D90 con 18-200 o Sigma o Tamron o addirittura col 18-250 o 18-270 in modo da avere il tutto sempre pronto. Mi interessano le panoramiche ed i ritratti, quindi normalissime foto da famiglia. Un tuo parere mi farebbe molto molto piacere. Di nuovo complimenti e grazie per il tuo lavoro che porta a tutti nui la tua esperienza.
    Alfonso Zinelli

    Commento di Brontolo2009 | 10 novembre 2009 | Replica

    • La Nikon D90 è un’ottima scelta es è una delle migliori reflex APS per qualità d’immagine e per rapporto qualità/prezzo. Come obiettivo ti consiglierei il Nikon 18-200 VR II che è ottimo nella sua categoria, oppure in alternativa il Sigma 18-250 OS o Tamron 18-270 VC, buoni entrambi e soprattutto stabilizzati. Lascerei perdere le versioni 18-200 più datate e non stabilizzate.
      Ciao,
      Francesco

      Commento di francescophoto | 10 novembre 2009 | Replica

  4. Buongiorno
    prima di tutto e ovviamente grazie per essere in rete e a disposizione di chiunque raggiunga quest blog,
    vorrei poter ricambiare tanta competenza regalata e cerco di porgere una domanda che potrebbe arricchire in qualche modo l’articolo, pur nella sua piu’ che intuibile ingenuita’;
    secondo lei in questo momento quale o quali sono le macchine con il miglior rapporto risoluzione (megapixel) – dimensione del sensore?
    Quando e se trova l’attimo… in ogni caso di nuovo grazie per essere in rete.

    Commento di Neck | 7 novembre 2010 | Replica

    • Neck, la macchina con il miglior rapporto risoluzione/megapixel è la Sigma SD15.
      Ciao, Francesco

      Commento di francescophoto | 7 novembre 2010 | Replica

  5. Grazie
    mi ha confermato in pieno un’impressione che mi ero fatto anche grazie ai suoi articoli!
    Buona continuazione.

    Commento di Neck | 8 novembre 2010 | Replica

  6. Domandona, io avevo e ho tutt’ora una olympus compatta 3 megapixel e zoom 8 x mi pare, ma adoravo questa macchina perchè le foto erano nitidissime e con dei colori stupendi, una volta stampate i colori erano vivi, belle quasi perfette (ovvio per una compatta) successivamente ho provato altre macchine ma le foto mi sembrano sgranate povere di colore, boh forse sarà una fissa…io adoro la mia olympus ho acquistato però una panasonic lumix 14mp dmc-fs30 convinta dal doppio stabilizzatore (purtroppo x la olympus o avevi la mano fermissima o niente foto) e dai maggiori megapixel quindi speravo di fare foto quasi in formato poster e spendendo il giusto. Poi leggo questo articolo e mi dico cavolo bella fregatura, forse era meglio la mia olympus?? tra l’altro volendo sono ancora in tempo a rendere la panasonic. attendo consiglio

    Commento di Laura | 9 dicembre 2010 | Replica

    • Ciao Laura,
      probabilmente la tua precedente macchina fotografica non aveva la possibilità di impostare valori ISO alti, mentre la FS30 ha questa possibilità. Gli ISO alti riducono i tempi di esposizione e vengono utilizzati come metodo di stabilizzazione (movimento della macchina), o per evitare il mosso (movimento dell’oggetto) nella registrazione di eventi sportivi o con illuminazione scarsa. D’altra parte, agli ISO alti il sensore è più rumoroso e rende meno bene i colori.

      Quindi, per avere la migliore qualità di immagine, l’unica soluzione è quella di impostare un ISO basso e tenere la macchina ferma (appoggiata, con autoscatto, oppure su un cavalletto). Questo però non risolve il problema del movimento del soggetto: se a ISO 100 devi esporre per mezzo secondo, difficilmente otterrai una foto ben definita di un gatto. La nuova fotocamera di offre più possibilità rispetto alla precedente, ma ha anche lei delle limitazioni.

      Ho dato un’occhiata veloce al manuale della FS30 e mi sembra che non esista la possibilità di impostare manualmente l’ISO. Però è possibile disattivare la doppia stabilizzazione, se non strettamente necessaria, e scegliere una modalità scena che sfrutta i bassi ISO.

      Spero di averti aiutato.

      Commento di Chine | 9 dicembre 2010 | Replica

    • Laura,
      l’articolo che hai letto spiega perchè i produttori di fotocamere con l’inizio dell’era digitale hanno preferito dichiarare i megapixel delle macchine piuttosto che il formato del sensore. Era per non far capire al pubblico quanto i sensori fossero piccoli in confronto alla pellicola. Questo perchè la qualità di una foto, stampa, proiezione o visione su video, dipende dall’ingrandimento che subisce l’immagine originale proiettata dall’obiettivo sul sensore, digitale o pellicola che sia non importa. Più è piccolo il sensore più si deve ingrandire, perdendo in qualità a parità di risoluzione di obiettivo e sensore.
      Tornando al tuo problema devi considerare due cose:
      1) se guardi le foto sul video del pc una foto da 3 Mpx corrisponde, su un video medio, a una dimensione (se la vedessi tutta) di circa 50×37 cm, una di 14 Mpx invece a circa 120×80 con un ingrandimento ben maggiore a parità di dimensioni del sensore. Questo vuol dire una qualità apparentemente peggiore, alla stessa distanza di visione (quella da cui si guarda un monitor pc). Prova a ridimensionare le foto a 3 Mpx e vedrai che la qualità, vista sul pc, sarà molto migliore per la macchina da 14 Mpx.
      2) le fotocamere migliori normalmente cercano di rendere i colori il più naturali possibile, senza esaltarli arificiosamente. Questo, insieme al motivo del punto 1 può farti sembrare peggiore la qualità di una macchina da 14 mpx rispetto ad una da 3, ma certamente non è così.
      Per convincerti puoi fare una prova: fotografa lo stesso soggetto con le due macchine e poi stampa o fatti stampare la foto ad un formato almeno 30×45, avendo cura di ridimensionare la foto da 3 Mpx per ottenere una stampa con 250-300 dpi (punti x pollice). Per fare questo serve una foto di almeno 4500×3000 pixel, cioè 13,5 Mpx e a questo valore dovrà essere ingrandita la foto da 3 Mpx.
      Poi valuta su queste stampe la qualità.
      Ciao, Francesco

      Commento di francescophoto | 10 dicembre 2010 | Replica

  7. ma non leggo il mio commento appena postato..

    Commento di Laura | 9 dicembre 2010 | Replica

    • Laura, il primo commento di un nuovo utente deve essere approvato dall’amministratore prima di essere pubblicato.
      Ciao, Francesco

      Commento di francescophoto | 9 dicembre 2010 | Replica

  8. ok grazie mille x i consigli ora faccio le prove.

    Commento di Laura | 10 dicembre 2010 | Replica

  9. Sei veramente encomiabile, grazie. Ti ho scoperto solo da poco e avrei evitato un sacco di errori e risparmiato un sacco di soldi…grazie ancora, c’è bisogno di chiarezza in tutte le cose umane (IL MERCATO!!!) di questo mondo, un grande inganno dietro a quasi ogni cosa..

    Commento di Michele Foster | 28 settembre 2011 | Replica


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